FERIE NON FRUITE: A LUGLIO SCATTA L’OBBLIGO CONTRIBUTIVO

Con il versamento dei contributi relativi alle retribuzioni di luglio (17 agosto p.v. , salvo proroghe estive o per covid) i datori di lavoro devono anche versare la contribuzione relativa alle ferie non godute entro i diciotto mesi successivi al termine dell’anno di maturazione. Cerchiamo di capire.

L’articolo 10 del D.Lgs. n. 66 del 2003 sancisce che il prestatore di lavoro ha diritto a un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane. Tale periodo, salvo quanto previsto eventualmente dalla contrattazione collettiva, deve essere goduto per almeno due settimane consecutive nel corso dello stesso anno di maturazione e per le restanti due settimane, nei diciotto mesi successivi al termine dell’anno di maturazione.

Che cosa accade in caso contrario, cioè se il lavoratore non ne usufruisce?

Nel mese in cui è in scadenza l’obbligazione contributiva (cioè, luglio) deve essere assoggettato a contribuzione anche l’imponibile comprensivo dell’indennità spettante per ferie non godute; questo anche se l’indennità non è stata materialmente erogata al lavoratore.

Se poi il lavoratore fruisce di un periodo di ferie successivamente, i relativi contributi saranno recuperati a conguaglio.

Quindi, con riferimento alle ferie maturate nel 2018 e non godute entro il 30 Giugno 2020, il versamento dei contributi dovrà essere effettuato con il modello F24 di competenza per il mese di luglio 2020.

Ma, attenzione!

In relazione all’attuale periodo di emergenza per coronavirus, qualora il datore di lavoro abbia usufruito di CIG a zero ore, il termine per il versamento sarà invece sospeso per un periodo pari alla durata della sospensione e tornerà a decorrere dal giorno in cui il lavoratore è tornato in servizio.

Nessuna proroga è viceversa possibile nei casi di ricorso agli ammortizzatori sociali con riduzione dell’orario di lavoro.

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