TEMPI DETERMINATI E APPRENDISTATO: LE PROROGHE PREVISTE DALLA CONVERSIONE IN LEGGE DEL DECRETO RILANCIO

Con la conversione in legge del Decreto Rilancio (Legge n. 20 del 17 luglio 2020) è stata sancita la proroga dei contratti a termine e dei contratti di apprendistato (ma non tutti). In sintesi la norma, con l’avvertenza che restano molti dubbi e non tutto è chiaro.

  • Non si tratta di un’opzione, ma di un obbligo. Cioè, se sussistono le circostanze (periodo di sospensione dell’attività lavorativa in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da covid-19) la proroga è imposta.

Ma perché l’obbligo? A tutela del lavoratore si immagina. Ma se l’azienda non riapre?

  • A quali lavoratori si applica?
  1. a tutti i contratti a tempo determinato ed ai contratti di somministrazione;
  2. ai contratti di apprendistato previsti dagli articoli 43 (apprendistato per la qualifica e il diploma professionale) e 45 (apprendistato di alta formazione)del D. Lgs. n. 81/2015.

Resta incomprensibile l’esclusione dei contratti di apprendistato professionalizzante (previsti dall’artcolo 44 della medesima norma), di gran lunga i più diffusi. Forse, l’esclusione potrebbe essere motivata dal fatto che l’articolo 2, comma 4 del D. Lgs. n. 148/2015 prevede: …………. Alla ripresa dell'attività lavorativa a seguito di sospensione o riduzione dell'orario di lavoro, il periodo di apprendistato è prorogato in misura equivalente all'ammontare delle ore di integrazione salariale fruite.

Ma, come di seguito specificato, la Legge n.20/2020 sembra andare aldilà dei periodi di cigo, fis, ecc. Si poteva essere più chiari.

  • Che cosa si intende per sospensione dell’attività lavorativa?

La norma non fa riferimento alla contestuale fruizione degli ammortizzatori sociali, ma soltanto quindi alla mancata prestazione lavorativa del singolo addetto. Che cosa si deve intendere? Attendiamo chiarimenti.

  • La sospensione deve essere totale, o è sufficiente anche solo una riduzione dell’orario di lavoro?

Anche per questo, attendiamo chiarimenti.

  • Che “conto” tenere della proroga dei contratti a termine?

Ricordato che la generalità dei contratti a termine (esclusi quelli stagionali) possono essere prorogati per un massimo di quattro volte, si ritiene che la proroga in oggetto sia esclusa dal conteggio. Ma chi ce lo dice?

E non basta. Che dire della durata massima di 24 mesi, o del diritto di precedenza quando il contratto a termine supera i 6 mesi? Anche per questi casi, si presume si faccia eccezione.

 

Infine, non bisogna dimenticare che continua ad essere vigente la possibilità di prorogare o rinnovare senza causale fino al 30 agosto p.v. i contratti a termine in essere alla data del 23 febbraio u.s.

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