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Retribuzioni da pagare entro il 12 gennaio 2020: perché occorre prestare molta attenzione

La norma è in vigore da molti anni, ma non è mai superfluo ricordarne l’importanza alla luce dei rischi in cui si incorre nel caso di mancato adempimento.

Sancisce l’articolo 51 del TUIR: si considerano percepiti nel periodo d'imposta anche le somme e i valori in genere, corrisposti dai datori di lavoro entro il giorno 12 del mese di gennaio del periodo d'imposta successivo a quello cui si riferiscono.

Si tratta del cosiddetto principio di cassa allargato, affinché dal punto di vista fiscale le retribuzioni percepite nell’anno 2019 possano essere considerate di competenza dell’anno medesimo e quindi comprese nella successiva Certificazione Unica.
L’obbligo concerne sia le retribuzioni dei lavoratori subordinati, che quelle percepite dai collaboratori.

Come per gli anni passati, nella nostra attività di elaborazione paghe, provvediamo perciò, ad effettuare i conguagli di fine anno partendo dal presupposto che la corresponsione degli stipendi e dei compensi di competenza dell’anno 2019 avvenga da parte dei nostri clienti entro il 12 gennaio 2020.
Va ricordato però, che essendo il 12 gennaio p.v. cadente di domenica, prudenzialmente si consiglia di provvedere all’effettivo pagamento degli stipendi entro il precedente venerdì 10 gennaio.

Infatti, non è sufficiente disporre il pagamento entro il 12 gennaio, ma è necessario che entro quel giorno i dipendenti e collaboratori possano anche disporre effettivamente del denaro; così come chiarito nel tempo dall’Amministrazione Finanziaria, (tra tutte, Circ. Ministero delle Finanze n. 326 del 23/12/1997) secondo il principio che il provento esce dalla sfera di disponibilità dell’erogante per entrare nel compendio patrimoniale del percettore soltanto nel momento in cui quest’ultimo ne ha l’effettiva disponibilità.
Inoltre, si sconsiglia di procrastinare il pagamento al successivo lunedì 13, dal momento che l’ipotesi dello slittamento è applicabile soltanto al versamento delle ritenute/contributi; infatti, non è mai stata fornita alcuna interpretazione ufficiale sulla legittimità di tale comportamento.

Ma quali sono le conseguenze per il mancato adempimento?

Per il lavoratore/collaboratore: il reddito da dichiarare con il modello CU non può essere comprensivo delle competenze relative al mese di dicembre; con la ripercussione negativa sui redditi del successivo anno 2020 che dovrebbero essere comprensivi anche di dicembre 2019.
Tutto ciò, tralasciando di considerare i complessi effetti operativi (per il datore di lavoro) di dover eventualmente effettuare un nuovo (e ritardato) conguaglio fiscale per porre rimedio (magari su legittima richiesta del lavoratore medesimo) al pagamento successivo al 12 di gennaio e di cui non si era tenuto conto.

Per il datore di lavoro: l’indeducibilità fiscale nell’esercizio 2019 del relativo costo del lavoro dipendente/collaboratori.
A questo proposito, si richiama l’attenzione sul rischio che si corre a “non far troppo caso”di questa disposizione. Supponiamo che nella dichiarazione dei redditi per il 2019 il costo del personale sia stato imputato indipendentemente dal rispetto della scadenza del 12 gennaio; è fuor di dubbio che, nel caso di un successivo accertamento fiscale, il costo sarebbe considerato indeducibile e recuperato a tassazione con l’aggravio di interessi e sanzioni.
È davvero il caso di essere molto attenti al rispetto di quest’obbligo, ancorchè a distanza di tanti anni dalla sua entrata in vigore, non se ne comprenda ancora bene la ragion d’essere.

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