2021: NOVITÀ PER IL LAVORO

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La Legge di bilancio di fine anno, pur nel complesso di norme emergenziali da Covid-19, ha introdotto o confermato anche alcune disposizioni in materia di lavoro. Inoltre, anche il consueto decreto conosciuto come “Mille proroghe” ha introdotto misure che riguardano il mondo del lavoro. Di seguito richiamiamo in sintesi quelle principali.

 

ULTERIORE DETRAZIONE FISCALE

Stabilizzata l’ulteriore detrazione fiscale prevista dall’articolo 2 del D.L. n. 3/2020, per redditi di lavoro dipendente e assimilati è valida inizialmente per il solo secondo semestre del 2020.

La detrazione è pari a 600 euro in corrispondenza di un reddito complessivo di 28.000 euro e decresce linearmente fino ad azzerarsi al raggiungimento di un livello di reddito pari a 40.000 euro.

SGRAVI CONTRIBUTIVI

A. RISERVATO ALLE DONNE

Lo sgravio contributivo previsto dalla legge n. 92/2012 viene esteso alle assunzioni di tutte le lavoratrici donne, a tempo determinato o indeterminato, effettuate nel biennio 2021-2022.

L’esonero è riconosciuto nella misura del 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL (ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche); e nel limite annuo di euro 6.000,00.

La durata dell’esonero è diversa tra i tempi determinati ed indeterminati:

  • 12 mesi per i tempi determinati (elevabile però a 18 in caso di trasformazione a tempo indeterminato);
  • 18 mesi per i tempi indeterminati.

Vanno fatte le seguenti precisazioni:

  • le assunzioni devono comportare un incremento occupazionale netto calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedente;
  • l’efficacia della disposizione è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea, e perché l’aiuto sia compatibile con il mercato interno, la Commissione europea dovrebbe richiedere che: l'importo complessivo dell'aiuto non superi 800.000 euro per impresa; l’aiuto sia concesso entro e non oltre il 30 giugno 2021 e sulla base di un regime con budget previsionale; l'aiuto non sia concesso a imprese che si trovavano già in difficoltà il 31 dicembre 2019.

Quindi, l’operatività dello sgravio per il momento è sospesa in attesa dell’autorizzazione.

B. SOGGETTI AL DI SOTTO DEI 36 ANNI

Lo sgravio è previsto per le nuove assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato nel 2021 e 2022.

Condizioni del soggetto:

  • Non avere compiuto i 36 anni di età;
  • Non avere avuto precedenti rapporti di lavoro a tempo indeterminato.

È previsto l’esonero contributivo, alle condizioni previste dalla legge di Bilancio 2018, nella misura del 100%, per un periodo massimo di 36 mesi, nel limite massimo di 6.000 euro annui.

Per le assunzioni in una sede o unità produttiva ubicata nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna l’esonero contributivo è riconosciuto per un periodo massimo di 48 mesi.

L’esonero contributivo spetta ai datori di lavoro che non abbiano proceduto, nei 6 mesi precedenti l’assunzione, né procedano, nei 9 mesi successivi alla stessa, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva.

L’efficacia della disposizione è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea, con le medesime regole già specificate per le assunzioni di donne.

CONGEDI DI PATERNITÀ

I congedi di paternità obbligatorio e facoltativo vengono estesi ai casi di morte perinatale (cioè, alla morte del feto o del neonato dalle 28 settimane di gravidanza fin la prima settimana di vita).

Viene elevata da 7 a 10 giorni la durata del congedo obbligatorio di paternità per il 2021.

Inoltre il padre potrà astenersi per un ulteriore giorno in accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima.

RINNOVO E PROROGA DEI CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO

È prevista la proroga fino al 31 marzo 2021 della possibilità di rinnovare o prorogare i contratti a termine (anche in somministrazione) per una sola volta e per un periodo non superiore a 12 mesi anche in deroga a quanto previsto in tema di causali e di numero massimo di proroghe dagli artt. 19 e 21 del D.Lgs. n. 81/2015.

Da non dimenticare:

  • Rimane fermo il rispetto della durata massima del contratto a termine prevista in 24 mesi e l’obbligo della causale in caso di rinnovo o proroga superiore a dodici  mesi;
  • Nell’ipotesi di stipulazione di un contratto di durata superiore a dodici mesi in assenza delle condizioni di cui al comma 1 dell’art. 19, D.Lgs. n. 81/2015, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla  data di superamento del termine di dodici mesi.

PROROGA CIG PER COVID

Vengono concesse altre 12 settimane (gratuite) dei trattamenti di cassa integrazione ordinaria e in deroga e di assegno ordinario in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Tali 12 settimane devono essere collocate nel periodo ricompreso tra:

  • il 1° gennaio 2021 e il 31 marzo 2021 per i trattamenti di CIGO;
  • il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021 per i trattamenti di assegno ordinario FIS e di CIGD.

I periodi di integrazione precedentemente richiesti e autorizzati ai sensi del Decreto Ristori collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 1° gennaio 2021 sono imputati, ove autorizzati, alle 12 settimane aggiuntive previste.

Per i datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, che non richiedano i suddetti interventi di integrazione salariale, è previsto un esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, per un periodo massimo di 8 settimane, fruibile entro il 31 marzo 2021.

Tale esonero è attribuito nei limiti delle ore di integrazione salariale riconosciute nei mesi di maggio e giugno 2020 ed è, entro tale ambito, riparametrato ed applicato su scala mensile.

Tutti i predetti benefici sono riconosciuti anche in favore dei lavoratori assunti dopo il 25 marzo 2020 e in ogni caso in forza al 1° gennaio 2021 (data di entrata in vigore della Legge di Bilancio 2021).

BLOCCO DEI LICENZIAMENTI

Viene prorogato ancora una volta fino al 31 marzo 2021 il divieto di procedere a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo e a quelli collettivi per motivi economici (con sospensione delle procedure in corso).

Il divieto non si applica nelle ipotesi di licenziamenti motivati:

  • dalla cessazione definitiva dell’attività dell’impresa, conseguenti alla messa in liquidazione della società senza continuazione, anche parziale, dell’attività, nei casi in cui nel corso della liquidazione non si configuri la cessione di un complesso di beni o attività che possano configurare un trasferimento d’azienda o di un ramo di essa ai sensi dell’articolo 2112 del Codice Civile;
  • in caso di fallimento, quando non sia previsto l’esercizio provvisorio dell’impresa, ovvero ne sia disposta la cessazione. Nei casi in cui l’esercizio provvisorio sia disposto per uno specifico ramo dell’azienda, sono esclusi dal divieto i licenziamenti riguardanti i settori non compresi nello stesso;
  • nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo: a detti lavoratori è comunque riconosciuta l’indennità di disoccupazione (Naspi).

LAVORATORI FRAGILI

Si estende al periodo dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021 l’applicazione delle disposizioni del decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020), che prevedono l’equiparazione del periodo di assenza dal servizio al ricovero ospedaliero, per i lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche, o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ivi inclusi i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità.

Inoltre, è stato disposto che i lavoratori fragili svolgono di norma la prestazione lavorativa in modalità agile, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto.

SMART WORKING SEMPLIFICATO

 Il “Decreto Milleproroghe” dispone la proroga di alcune misure fino alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 e comunque non oltre il 31 marzo 2021. Tra queste rientra anche lo smart working (lavoro agile) semplificato.

Tali proroghe sono comunque condizionate alla effettiva proroga dello stato di emergenza e la norma fissa una scadenza al 31/03/2020 come termine massimo oltre il quale non si potrà andare.

Ricordiamo che con tale procedura è possibile:

  • utilizzare la modalità di lavoro agile, in relazione ad ogni rapporto di lavoro subordinato, anche in assenza degli accordi individuali;
  • assolvere agli obblighi di informativa in merito alla sicurezza sul lavoro in via telematica (e-mail, PEC), anche utilizzando la documentazione messa a disposizione dall’INAIL;
  • comunicare in modo semplificato, sul portale Cliclavoro, l’attivazione del lavoro agile attraverso l’invio di un elenco (file excel) riportante i dati anagrafici ed assicurativi dei lavoratori agili, nonché la data di inizio e di fine della modalità di lavoro agile per ciascun lavoratore.

 

 

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