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GRANDI COMPLICAZIONI IN ARRIVO PER APPALTI E RITENUTE FISCALI

Il recente Decreto Legge fiscale n. 124 in vigore dal 27 ottobre u.s. introduce all’articolo 4 l’obbligo per i committenti di versare le ritenute fiscali relative ai lavoratori dipendenti dell’azienda appaltatrice o subappaltatrice

Il prossimo Natale potrebbe portare sotto l’albero una novità che complicherà non poco gli adempimenti della generalità dei datori di lavoro e dei professionisti che li assistono.

Infatti, entro il 25 dicembre prossimo venturo dovrà essere convertito in legge, a pena decadenza, il Decreto Legge n. 124 del 26 ottobre 2019 recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili.

All’articolo 4 viene sancito che i soggetti che affidano il compimento di un'opera o di un servizio a un'impresa sono tenuti al versamento delle ritenute, trattenute dall’impresa appaltatrice o affidataria e dalle imprese subappaltatrici, ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio, laddove per lavoratori direttamente impiegati si fa riferimento al TUIR, articolo 23 (Redditi di lavoro dipendente) e 24 (Redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente).

Si tratta di un adempimento che mira a contrastare l’omissione del versamento delle ritenute di lavoro dipendente ed assimilato e che investe una enorme platea di committenti-obbligati: grandi spa come ditte individuali, associazioni e lavoratori autonomi, imprese agricole, ecc.

In sintesi, i principali obblighi previsti.

L’APPALTATORE DEVE (con almeno cinque giorni lavorativi di anticipo rispetto alla scadenza del versamento delle ritenute operate sulle retribuzioni dei lavoratori impiegati nell’appalto):

  1. Versare l’importo delle ritenute su un conto corrente dedicato del committente;
  2. Trasmettere al committente a mezzo pec
    1. un elenco nominativo di tutti i lavoratori impegnati nell’appalto;
    2. il dettaglio delle ore di lavoro prestate da ciascun percipiente;
    3. l’ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente collegata a tale prestazione;
    4. il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite nel mese precedente nei confronti del lavoratore, con separata indicazione di quelle relative alla prestazione affidata dal committente;
    5. tutti i dati utili alla compilazione delle deleghe di pagamento necessarie per l’effettuazione del versamento da parte del committente;
    6. i dati identificativi del bonifico effettuato delle ritenute;
  3. Informare l’Agenzia delle Entrate se il committente non ha documentato loro l’avvenuto versamento delle ritenute.

L’APPALTATORE PUÒ, se ha diritto a ricevere corrispettivi (purchè maturati entro i cinque giorni lavorativi di anticipo rispetto alla scadenza del versamento delle ritenute), allegare alle comunicazioni da trasmettere al committente, la richiesta di compensazione totale o parziale delle somme necessarie per il versamento delle ritenute.

L’APPALTATORE NON PUÒ avvalersi dell’istituto della compensazione quale modalità di estinzione delle obbligazioni relative a contributi previdenziali e assistenziali relativi ai lavoratori impiegati nell’appalto.

IL COMMITTENTE DEVE:

  1. comunicare all’appaltatore gli estremi del conto corrente dedicato;
  2. provvedere al versamento delle ritenute nei termini di legge;
  3. comunicare a mezzo pec all’appaltatore l’avvenuta effettuazione del versamento entro cinque giorni;
  4. sospendere il pagamento dei corrispettivi maturati dall’appaltatore, qualora l’appaltatore non ottemperi agli obblighi previsti;
  5. dare comunicazione entro novanta giorni all’Agenzia delle Entrate dell’eventuale mancato versamento da parte dell’appaltatore.

IL COMMITTENTE NON PUÒ utilizzare le somme ricevute in compensazione di proprie posizioni creditorie.

COME EVITARE L’OBBLIGO.

La norma prevede una via d’uscita, ma con molte limitazioni.

L’appaltatore potrà eseguire direttamente il versamento delle ritenute, comunicando al committente tale opzione, sempre almeno cinque giorni prima della scadenza di legge, allegando una certificazione dei seguenti requisiti:

  1. risulti in attività da almeno cinque anni; ovvero (per essere chiari: forma rafforzata della congiunzione disgiuntiva o) abbiano eseguito nel corso dei due anni precedenti complessivi versamenti registrati nel conto fiscale per un importo superiore a euro 2 milioni;
  2. non abbiano iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi affidati agli agenti della riscossione relativi a tributi e contributi previdenziali per importi superiori ad euro 50.000,00, per i quali siano ancora dovuti pagamenti o per i quali non siano stati accordati provvedimenti di sospensione.

Attenzione! Nei cinque giorni prima previsti dalla norma, l’appaltatore non è però, esonerato dal fornire al committente tutta la documentazione prevista. Comunque, anche solo una modesta rateazione in corso pregiudica l’esonero dall’obbligo.

DA QUANDO SCATTA L’OBBLIGO

Le disposizioni si applicano a decorrere dal 1 gennaio 2020.

LE SANZIONI

Per finire:

  1. il committente obbligato che non esegue, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, il versamento delle ritenute è soggetto alla consueta sanzione amministrativa del 30% oltre agli interessi, fatto salvo il ravvedimenti operoso;
  2. chiunque non esegua, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, il versamento delle ritenute, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni (se superiore all’ammontare annuo di 100.000,00 euro).

Va subito premesso che la norma, se confermata dalla legge di conversione, dovrà essere chiarita in moltissimi punti. Ne evidenziamo alcuni.

☛    Da quando si deve applicare la norma?

Se le disposizioni si applicano dal 1 gennaio 2020 il primo obbligo sarà riferito alle retribuzioni relative al mese di dicembre? Quindi, l’appaltatore dovrà fornire al committente anche i dati di novembre (vedi obblighi dell’appaltatore)?

☛    Che cosa si intende per compimento di un'opera o di un servizio?

Si tratta di una definizione che riconduce a quanto sancito dal Codice Civile (Dell’appalto, articoli 1655 e seguenti): ma se così è, vi rientra la costruzione di un palazzo, la pulizia delle scale di un condominio, la controsoffittatura di un ufficio. Alcuni primi commenti adombrano anche la possibile estensione della norma a qualunque contratto che preveda l’assunzione di un obbligo di fare da parte dell’appaltatore. Occorrono precisazioni chiare che definiscano i confini dell’applicazione della norma.

☛    Per le ritenute relative a redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, quali rientrano nell’obbligo?

Va ricordato che vi rientrano le somme percepite in relazione agli uffici di amministratore e quelle per le collaborazioni svolte senza vincolo di subordinazione. Quindi, se un amministratore dell’azienda appaltatrice è direttamente impiegato nell’esecuzione dell’appalto, come ci si deve comportare? Quindi, che cosa si intende per direttamente impiegato (comma 1, punto 2 del D.L.)?

☛    Che fare quando un lavoratore opera nello stesso mese con più committenti ?

Nel caso di una pluralità di cantieri, si possono prefigurare astrusi adempimenti. Prepariamoci ad adeguare i software applicativi. E conseguentemente: come fare per fornire al committente il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite nel mese precedente nei confronti del lavoratore, con separata indicazione di quelle relative alla prestazione affidata dal committente?

☛    Che cosa si intende per “complessivi versamenti registrati nel conto fiscale per un importo superiore a euro 2 milioni”?

Premesso che il conto fiscale registra: versamenti relativi alle imposte sui redditi, ritenute alla fonte (d’acconto o d’imposta), imposte sostitutive, imposte versate in base a dichiarazioni integrative, l’IRAP, l’IVA: l’appaltatore terrà dunque conto di tutti i versamenti al fine di evitare l’obbligo di versare al committente le ritenute?

 Per finire, chiudiamo con alcune delle osservazioni presentate (in sede di conversione in legge del decreto) alla VI Commissione Finanze della Camera dei Deputati dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro:

Riteniamo che la predetta disciplina introdotta dall’art. 4 debba essere eliminata in quanto introduce per le imprese degli oneri amministrativi eccessivi e non proporzionati rispetto all'esigenza di contrasto dei fenomeni di frode e di evasione fiscale. In subordine, riteniamo che la stessa debba essere rideterminata come segue:

-Limitare la platea dei destinatari alle sole ipotesi di contratto di appalto e di subappalto di servizi endo aziendali (cd. Interni) in cui vi è prevalente utilizzo di manodopera (cd. labour intensive);

-Semplificare la procedura introducendo un servizio informatizzato di controllo dell’operato dell’appaltatore/subappaltatore;

-Rivedere i requisiti di esclusione di cui al comma 12 in modo da consentire la prevista opzione anche alle imprese di piccole dimensioni. 

 

Scarica il testo completo del Decreto Legge n. 124 del 26 ottobre 2019

 

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