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ORGANO DI CONTROLLO NELLE SRL

Cambiano le regole dal 18 giugno 2019

Con le nostre Informative, pubblicate in data 12 marzo e 2 aprile di quest’anno, avevamo richiamato l’attenzione sulle grandi novità che venivano introdotte nel nostro ordinamento dal D. Lgs. n. 14 del 12/01/2019: cioè, la riforma organica di tutte le norme relative alle procedure concorsuali.
In particolare, esaminavamo i nuovi obblighi di nomina dell’organo di controllo (collegio sindacale o revisore unico) molto più stringenti rispetto al passato per le S.r.l. e cooperative.
Il legislatore interviene ora modificando significativamente tale obbligo.

Come da impropria ma, ormai da anni, diffusa prassi, il legislatore introduce novità eterogenee all’interno di una norma rivolta invece a regolare un settore specifico. Così è accaduto con la Legge n. 55 del 14 giugno 2019 di conversione del Decreto Legge 18/04/2019, n. 32, cioè il cosiddetto “sblocca cantieri”.

Viene sancito che la nomina dell'organo di controllo o del revisore è obbligatoria se la società:
a) è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
b) controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;
c) ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti:
     1) totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro;
     2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro;
     3) dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 20 unità.

L'obbligo di nomina dell'organo di controllo o del revisore di cui alla lettera c) del secondo comma cessa quando, per tre esercizi consecutivi, non ha superato alcuno dei predetti limiti.

La modifica è stata introdotta a seguito delle tante perplessità che il testo originario aveva previsto, e che aveva viceversa fissato soglie di obbligo eccessivamente ridotte:
1) totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro;
2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro;
3) dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 10 unità.

In buona sostanza, tutte le soglie sono state raddoppiate, restando inalterati gli altri obblighi od esenzioni. In particolare, resta invariata la norma che fissa al 16 dicembre 2019 il termine ultimo entro cui le società soggette dovranno provvedere alla nomina e ad uniformare, se necessario, l’atto costitutivo e lo statuto.

I commenti degli esperti sono in generale positivi: gli adempimenti richiesti alle piccole imprese erano indubbiamente molto gravosi sul piano organizzativo e costosi.

Resta aperto però, ancora un dubbio: ha senso il parametro del numero dei dipendenti? Qualunque limite numerico posto interferisce negativamente sulle possibili assunzioni di altri lavoratori subordinati, siano essi a tempo determinato o indeterminato. L’obbligo dell’assunzione di un soggetto svantaggiato fissato a 15 dipendenti, è un esempio concreto che tutti gli operatori di risorse umane ben conoscono.

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