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RASSEGNA DI GIURISPRUDENZA DEL LAVORO

Risoluzione anticipata di un contratto a termine (Cassazione Civile – Ordinanza n. 15381 del 6/6/2019)

Contratto a termine per ragioni sostitutive.
Se il sostituito decede, il rapporto di lavoro a termine prosegue fino alla scadenza concordata, a meno che nel contratto di lavoro iniziale il decesso del sostituito sia previsto come causa di risoluzione.

Recita il dispositivo della sentenza:
È da escludere che il decesso della lavoratrice sostituita possa legittimare la risoluzione del rapporto perché, da un lato, si trattava di evento non previsto nel contratto individuale quale causa di cessazione anticipata dell'incarico, che trovava la sua giustificazione nella necessità di assicurare lo svolgimento delle mansioni di competenza della dipendente sostituita, dall'altro l'evento stesso, non assimilabile al rientro anticipato, non era tale da determinare l'impossibilità sopravvenuta della prestazione, perché, al contrario, lasciava immutate le esigenze organizzative apprezzate dal datore di lavoro al momento della sottoscrizione del contratto.

Ne discende che l'amministrazione, pur a fronte del decesso della sostituita era tenuta al rispetto delle pattuizioni contrattualmente assunte e, quindi, a consentire alla XXXX lo svolgimento della prestazione, sino allo spirare del termine finale apposto al contratto.

Quanto sopra discende da consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione:

Il rapporto a termine, al di fuori del recesso per giusta causa, può risolversi anticipatamente solo in presenza di una delle ipotesi di risoluzione previste dalla disciplina generale dei contratti dettata dagli artt. 1453 e seguenti cod. civ., sicché le mutate esigenze organizzative del datore di lavoro rilevano solo se ed in quanto le stesse determinino una sopravvenuta impossibilità di ricevere la prestazione lavorativa, da valutarsi obiettivamente avendo riguardo alle caratteristiche, anche dimensionali, dell'azienda o dell'ufficio ed alla natura delle mansioni affidate all'assunto a tempo determinato, mentre non rileva l'imprevedibilità del fatto sopravvenuto, che può essere causa di risoluzione anche se prevedibile, purché l'evento non fosse evitabile da parte del datore

La sentenza merita alcune considerazioni.

Appare corretto che il perdurare dell’assenza della sostituita possa lasciare immutate le esigenze organizzative apprezzate dal datore di lavoro al momento della sottoscrizione del contratto. Anche se, chi ha pratica di rapporti di lavoro, sa bene quanto diverse e varie siano le motivazioni che portano ad assunzioni a termine.

Quanti datori di lavoro invece, avranno mai pensato di prevedere la risoluzione del contratto a termine nel caso di morte del sostituito?

Quante volte, in occasione di sostituzioni per maternità, nella lettera di assunzione non è stata (correttamente) indicata la data di scadenza richiamandoci “per relationem” al giorno del rientro della sostituita? In questo caso, che fare? La sostituita non rientrerà mai più! Quindi, il rapporto di lavoro, con chi ha sostituito la deceduta, si trasformerà forse a tempo indeterminato?

E che fare nel caso di assunzione a termine in sostituzione per scorrimento? Fattispecie più che legittima questa, e che avviene quando il rapporto di lavoro a tempo determinato è motivato da ragioni sostitutive di un altro lavoratore trasferito a sua volta a tempo determinato presso altro luogo di lavoro in sostituzione di un terzo lavoratore subordinato assente con diritto alla conservazione del posto. Dovremmo prevedere il decesso sia del trasferito che del terzo sostituito?

Come ben si può vedere, la sentenza fa pensare a casistiche finora inesplorate: bisognerà probabilmente prevedere la specifica causa di risoluzione del rapporto di lavoro a termine in tutti i casi di ragioni sostitutive.

E il sostituito che reazioni potrebbe avere, venendolo a sapere?

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