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CRISI D’IMPRESA: LE NUOVE REGOLE

Parte prima: LA NOMINA DELL’ORGANO DI CONTROLLO NELLE S.R.L. E COOP.

Il 16 marzo 2019 entra in vigore il Decreto Legislativo n. 14 del 12/01/2019 avente ad oggetto la riforma organica di tutte le norme che hanno regolato per anni le procedure concorsuali. Non sentiremo più evocare la parola “fallimento” (abolita dalla riforma), termine che ha sempre spaventato e inquietato; bensì invece impareremo a conoscere l’espressione “liquidazione giudiziale”, forse meno spiacevole, ma non meno foriera di conseguenze anche gravi.

Non è nostro compito entrare nel merito delle disposizioni procedurali fissate dalla nuova normativa, che esulano dai nostri obiettivi informativi. Premettiamo altresì, che da più parti e prima ancora dell’entrata in vigore, sono già state suggerite o richieste modifiche, specie proprio in relazione agli argomenti trattati con questa informativa. Per cui, occorre prepararsi e conoscere bene quanto si dovrà mettere in atto.

La riforma introduce l’obbligo di procedure d’allerta della crisi che coinvolgeranno la grande platea di tutte le piccole medie aziende, chiamate d’ora in poi a dotarsi di assetti organizzativi, contabili ed amministrativi, tali da consentire di prevenire lo stato di crisi.

Va subito precisato che la maggior parte delle norme entreranno in vigore soltanto dal 15 agosto 2020; peraltro, proprio le procedure d’allerta della crisi, almeno per alcuni aspetti non secondari, hanno rilevanza immediata, e non vanno assolutamente ignorate.

Questo è il quadro di sintesi di entrata in vigore del D.lgs. n. 14/2019:

16 marzo 2019

Articoli 27, comma 1, e 350 in materia di competenza (per materia e territoriale) per le procedure di amministrazione straordinaria ed i gruppi di imprese di rilevante dimensione.

Articoli 363 e 364 in materia di certificazione dei debiti contributivi e dei premi assicurativi nonché quelli tributari.

Articoli 375, 377, 378 e 379 in materia di modifiche agli assetti organizzativi dell'impresa, assetti organizzativi societari, responsabilità degli amministratori e nomina organi di controllo.

Articoli 356, 357 e 358 in materia di istituzione e funzionamento dell'albo unico dei soggetti destinatari a svolgere le funzioni di curatore, commissario giudiziale e liquidatore nelle procedure contenute nel codice della crisi e dell'insolvenza.

 

       15 agosto 2020                                                                                    

Tutte le disposizioni dirette a disciplinare gli istituti di regolazione della crisi e dell'insolvenza.

Le nuove procedure di allerta della crisi si applicheranno principalmente alle imprese in forma collettiva (a salire, partendo dalle s.n.c.); peraltro, anche gli imprenditori individuali dovranno adottare misure idonee a rilevare tempestivamente, lo stato di crisi ed assumere senza indugio le iniziative necessarie a farvi fronte.

Alle imprese in forma collettiva viene viceversa richiesto molto di più: adottare, come già richiamato, un assetto organizzativo, contabile ed amministrativo adeguato alla natura ed alle dimensioni dell’impresa: e tutto ciò, non potrà restare sul piano delle intenzioni verbali, ma dovrà tradursi in azioni significative. E questo a partire da subito. Questa è una delle novità più significative e generali della riforma.

Tra le scadenze di immediata entrata in vigore, segnaliamo l’immediata entrata in vigore di quanto stabilito dagli articoli 375, 377, 378 e 379.

Con successive informative affronteremo altre novità che avranno riflessi sulla gestione dei rapporti di lavoro e sulla gestione dei debiti contributivi (articoli 363 e 364, ma non solo); quindi, altro spazio sarà riservato ai meccanismi di allerta della crisi che entreranno in vigore da agosto del 2020.

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  • L’articolo 375 sancisce che l'imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell'impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l'adozione e l'attuazione di uno degli strumenti previsti dall'ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.

Una considerazione: quante s.r.l. o s.n.c. a conduzione familiare si limitano oggi ad affidare in service la propria contabilità con l’unico obbiettivo di conoscere quanta iva c’è da versare? D’ora in avanti occorrerà fare di più; anche se ciò si tradurrà in maggiori costi: la consulenza dei professionisti, l’assunzione di una impiegata, l’impianto di una completa contabilità aziendale, ecc.

Il legislatore richiede una maggiore responsabilizzazione dell’imprenditore.

Si tratta di un obbligo che non è fine a sé stesso; ma è associato alla rilevazione, la più tempestiva possibile, di una probabile crisi dell'impresa e della perdita della continuità aziendale; rilevazione che solo un assetto organizzativo e gestionale efficiente potrà prevedere e prevenire.

  • Gli articoli 377 e 378 sanciscono che la gestione dell'impresa "spetta esclusivamente agli amministratori, e che essi rispondono verso i creditori sociali per l'inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell'integrità del patrimonio sociale".
  • L’articolo 379 infine costituirà una vera e propria rivoluzione nella gestione di tante piccole imprese in forma di s.r.l. o di cooperativa, ed è una conseguenza dell’avere introdotto il principio della necessaria adozione di monitoraggio costante e puntuale dell’andamento societario, ben prima che si manifesti la percezione di una crisi.

Modificando l’attuale normativa prevista dal Codice Civile viene sancito che nelle s.r.l. e cooperative:

La nomina dell'organo di controllo o del revisore è obbligatoria se la società ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti:
1) totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro;
2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro;
3) dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 10 unità. 

Può essere utile un confronto tra la vecchia e la nuova normativa:

CRITERI DI RIFERIMENTO

NORMATIVA VIGENTE

FINO AL 15 MARZO 2019

NORMATIVA A DECORRERE

DAL 16 MARZO 2019

Attivo dello stato patrimoniale

euro 4.400.000,00

euro 2.000.000,00

Ricavi dal conto economico

euro 8.800.000,00

euro 2.000.000,00

Media dipendenti occupati nell’esercizio

50 unità

10 unità

Non v’è dubbio che il dato più dirompente è quello relativo al numero di dipendenti: si pensi a quante sono le s.r.l. a conduzione familiare che gestiscono imprese di pulizie o pubblici esercizi; ed avevano costituito la s.r.l. solo perché così nessuno “poteva portargli via la casa”. Avere più di 10 dipendenti è altamente probabile.

Esaminiamo la portata immediata di questa disposizione che, ripetiamo, entra in vigore il 16 marzo 2019.

  • IL RIFERIMENTO AI DUE ESERCIZI CONSECUTIVI NON NECESSITA DI CHIARIMENTI: SI TRATTA DEL 2017 E 2018.
  • IL COMPLESSO ARTICOLATO DELLA NORMA PORTA A RITENERE CHE IL TERMINE ULTIMO PER LA NOMINA SIA A NOVE MESI DALL’ENTRATA IN VIGORE DELLA NORMA, CIOÈ NOVE MESI DAL 16 MARZO: QUINDI, ENTRO METÀ DICEMBRE 2019. A questo termine ultimo giungono la maggior parte delle interpretazioni date fino ad oggi dagli esperti. Si tenga però, conto che nominare il revisore in prossimità della fine dell’esercizio, rende quanto mai arduo il suo compito, non avendo avuto cognizione alcuna di quanto accaduto nel corso della maggior parte dell’esercizio. Può essere ragionevole consigliare la nomina in concomitanza con la oramai prossima approvazione del bilancio dell’esercizio 2018.

    Va ricordato che qualora lo statuto della società non fosse in regola con la nuova normativa, si dovrà preventivamente procedere al suo adeguamento.

  • QUANTO ALL’ORGANO DA NOMINARE, SI TRATTA DEL REVISORE UNICO.
  • CIRCA I DIPENDENTI OCCUPATI IN MEDIA, si deve fare riferimento al dato presente in Camera di Commercio. Le Camere di Commercio riportano nelle visure camerali i dati degli occupati elaborati dall’INPS sulla base delle denunce mensili fatte dai datori di lavoro. La forza lavoro così rilevata è già proporzionata rispetto ai rapporti di lavoro part time, ed è quindi ragionevolmente corretta. Tuttavia, il datore di lavoro può sempre procedere ad una variazione dei dati, se diversi da quelli effettivi. È del tutto evidente che particolare attenzione dovranno porre i datori di lavoro che nel 2017 e 2018 hanno occupato un numero di lavoratori subordinati di poco superiore alle 10 unità.

    In  caso di inadempienza, provvederà il Tribunale su segnalazione della Camera di Commercio.

 

Se la dimensione della vostra impresa rientra tra i soggetti obbligati alla nomina, per capire di più circa il ruolo dell’organo di controllo, potete contattare i nostri revisori legali di riferimento: dr.ssa Erica Lo Monaco e dr. Ettore Altea all’indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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